lunedì 10 aprile 2017

La guerra in corso in Siria e la minaccia di aggressione statunitense contro la nord Corea stanno suscitando attenzione, apprensione e forte preoccupazione circa l'attuale momento globale; hanno risvegliato la mai assopita voglia di dire NO A TUTTE LE GUERRE! NO AL TERRORISMO! NO AGLI ARMAMENTI! SI ALLA PACE PER TUTTI I POPOLI, L'UGUAGLIANZA E LA LIBERTA'.



Nuovi violenti venti di guerra spirano in Europa, quasi che i ripetuti interventi coloniali e neocoloniali delle potenze occidentali in Medio Oriente, in Africa e Asia, seminando, miseria, terrore e disperazione, non abbiamo fatto altro che moltiplicare i conflitti, respingendo qualsiasi risoluzione politica, qualsiasi elemento di pacificazione e di risposta ai problemi e ai bisogni delle popolazioni coinvolte. Questi interventi hanno rafforzato ed alimentato l’azione dei paesi più conservatori e reazionari e lo sviluppo di forze oscurantiste, quasi emerse dal passato, come l’ISIS.

Allo stato attuale noi di italia-libera.net, gruppo free-italia, siamo una delle poche voci pacifiste che si leva chiara e potente in un oceano di rumore. Concorrono a dare luogo a questa “assenza” diversi fattori: tra i quali pesano le approssimazioni nelle analisi che dovrebbero costituire retroterra e presupposto per qualunque appello o iniziativa. La confusione tra “aggrediti” ed “aggressori” è probabilmente la più grave: leggere, proprio nel momento in cui l'asse tra l'imperialismo atlantico (segnatamente USA, Francia e UK) e le petromonarchie del Golfo (segnatamente Qatar e Arabia Saudita) aggrava la sua minaccia di aggressione e consolida la sua ingerenza sul campo, attraverso finanziamenti e forniture ai “ribelli”, che vanno sostenute le ragioni della “rivolta” armata contro la dittatura “sanguinaria” di Damasco, può forse bastare a dare il segno di tale confusione.

Allo stesso modo, reclamare l'apertura (forzosa) di corridoi umanitari e l'imposizione (militare) di no-fly-zone, vale a dire il blocco aereo, contro il “regime siriano”, dimenticando che tali operazioni militari, assunte in via coercitiva e fuori dal quadro legittimo sancito dal Consiglio di Sicurezza, configurano altrettanto gravi violazioni della legalità internazionale e sono assimilabili a veri “atti di guerra”, tradisce la debolezza dei presupposti e l'inadeguatezza rispetto alla complessità dello scenario siriano e regionale.

Non diversamente imperiale e aggressiva, peraltro, la posizione di quanti reclamano l'inasprimento delle sanzioni economiche contro le autorità siriane, dimentichi forse dei precedenti (almeno) iracheno e jugoslavo, che stanno lì a testimoniare le gravissime ripercussioni umanitarie e sulle condizioni di esistenza delle popolazioni civili che tali misure finiscono per determinare. Cosicché l'approccio eminentemente umanitario delle grandi ONG, preoccupate (giustamente) del destino e della sopravvivenza di profughi e sfollati, finisce di quando in quando per tramutarsi in un sostegno implicito o “di fatto” a piani variamente interventistici, in spregio di quelli che sono e restano, a dispetto delle torsioni imperialistiche che troppo spesso assume il principio della «responsabilità di proteggere», i pilastri della legalità e della giustizia internazionali, vale a dire i principi di auto-determinazione, non-ingerenza e cooperazione internazionale.

In Europa, molti paesi hanno usato i tremendi attentati recenti per creare le condizioni politiche ed ideologiche di una nuova guerra, alimentando il razzismo e l’islamofobia; nel comtempo riprende vigore un antisemitismo mai spento e correnti di destra più o meno esplicitamente fasciste si sviluppano su tutto il continente.

Siamo di fronte a un Europa sempre più securitaria e che continua a perseguire le politiche del massacro sociale; un’Europa che non ha problemi ad aumentare le spese militari, che continua a fare lucrosi affari con paesi impresentabili come l’Arabia Saudita vendendo le armi che sono usate nelle guerre che insanguinano quelle regioni e nel reprimere le rivolte e le mobilitazioni democratiche.

Di fronte ai nuovi e imminenti pericoli di guerra globale – allo scenario già descritto aggiungiamoci pure le tensioni tra Gran Bretagna e Spagna, con il governo di Londra post-brexit che si dice pronto alla guerra contro Madrid pur di mantenere il controllo sull’enclave di Gibilterra – le menti civili non ci resta che rilanciare e accelerare i propri sforzi per inceppare l’ingranaggio della guerra. 

Italia-libera.net è promotore nelle mobilitazioni contro la guerra imperialista, per ribadire la contrarietà alla guerra e a qualsiasi coinvolgimento dell’Italia. In questo senso condanniamo l’assurdo sostegno all’attacco militare della scorsa notte dato dal Governo Gentiloni. Nessun soldato italiano deve essere mandato a morire in difesa degli interessi dei europei, russi e americani. Nessuna bomba deve essere sganciata sulla Siria, causando ancora morte e distruzione, da aerei che partano da basi italiane. 

È grave lasciare agli analisi militari il computo dei rischi di un'avventura in Siria e il richiamo alla prudenza nella gestione della crisi; è urgente recuperare parole e coraggio, prendendo spunto, per una volta, dal monito inflessibile del Papa e del suo, per nulla incerto, «no alla guerra».

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