martedì 8 gennaio 2019

Salvabanche, il governo del popolo fa il salvabanche, pari pari a quello che hanno fatto i governi di prima. Governo Conte, Di Maio, Salvini mette i soldi pubblici a salvare le banche in crisi. Pochi minuti, dieci, e molta urgenza ieri in Consiglio dei ministri straordinario. Carige banca genovese e ligure sta saltando e governo del popolo va in soccorso con apposito decreto.


Decreto che dice: il Tesoro garantisce i bond, cioè i prestiti che Carige chiede ai risparmiatori e il Tesoro garantisce ogni attività finanziaria della banca. Cioè, se Carige non dovesse avere liquidi per pagare interessi e cedole, allora i soldi ce li mette il Tesoro, paga la cassa pubblica, il contribuente, si paga con i soldi di tutti.

Decreto dice anche che, dovesse andar ancora male Carige allora la ricapitalizzazione sarebbe pubblica. Cioè i soldi nella banca ce li metterebbe lo Stato.

Garanzia pubblica e ricapitalizzazione pubblica sono esattamente quel che i governi di prima , quelli di Renzi e Gentiloni, hanno fatto per le banche venete (Pop Vicenza e Veneto Banca) e per Monte Paschi Siena. Insomma il salvabanche. E il salvabanche di Renzi e Gentiloni furono fatti presentando alla pubblica opinione i medesimi argomenti e ragioni che oggi sono stati esposti da Di Maio: salvare i risparmi e i conti correnti. Perché, se una banca salta, non è che ci rimettono solo i banchieri, ci rimettono soprattutto i risparmiatori e i cittadini che hanno soldi in quella banca.

Ma al loro salvabanche i governi di prima furono inchiodati e crocefissi. Inseguiti da una martellante propaganda M5S che gridava: danno i soldi pubblici ai banchieri! Governi dei banchieri, governi delle banche contro la gente furono definiti a furor di social. E il salvabanche fu uno degli alberi cui l’opinione pubblica e l’elettorato decisero e scelsero di impiccare i governi di prima. Impiccarli per passare al governo del popolo.

M5S e Lega, il governo del popolo, diventato governo davvero, alla prima grave crisi bancaria, Carige appunto, ha fatto quello che non poteva non fare, quello che fanno in tutto il pianeta tutti i governi: impedire che i bancomat restino vuoti, impedire la crisi di fiducia, la corsa agli sportelli, il panico di perdere i soldi in banca. Ha fatto il salvabanche.

M5S ha fatto quello che in campagna elettorale e per anni aveva definito ignobile. Ha dato soldi pubblici alle banche per salvare risparmi e conti correnti, quel che diceva menzogna e truffa quando lo facevano i governi di prima. Ha fatto quel che impone la realtà e anche l’interesse collettivo dopo aver raccontato per anni che soldi pubblici alle banche era orrore ed errore che mai e poi mai.

Di Battista, nella passata legislatura, accusava il governo guidato dal partito Democratico di salvare le banche in soli 18 minuti. Il riferimento era al tempo di approvazione del decreto. Durante un intervento, alla Camera, del 12 luglio 2017, l’ex deputato M5s affermò che “i quattrini per le banche d’affari, per le banche private, questi ipocriti di sinistra che danno dei ‘fascisti’ al M5S li trovano in 18 minuti, il tempo di un prelievo al bancomat. Solo che il bancomat sono i denari pubblici, le tasse di tutti i cittadini italiani”.


Ora emerge che il Consiglio dei Ministri di lunedì 7 gennaio che ha approvato un decreto con misure urgenti su Banca Carige, provvedimento che non esclude la nazionalizzazione dell’istituto di credito, è durato in tutto solo 8 minuti. Il comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio, racconta nero su bianco infatti che i ministri si sono riuniti a Palazzo Chigi alle ore 21.33 e sono rimasti là fino alle 21.41, quindi in tutto appena 8 minuti.

Con un decreto legge in dieci minuti il governo del popolo ha detto che quel che M5S ha raccontato  celebrato per anni era una balla, una bugia, una fesseria. I governi di prima avevano fatto il loro salvabanche non per solidarietà e complotto di casta ma perché è pubblica responsabilità impedire salti il sistema del credito. Non per regalare soldi ai banchieri, come raccontava Di Maio. Tanto è vero che oggi anche Di Maio ministro lo fa il salvabanche.

Ma il vizio del raccontarla storta, quello no, quello non lo perdono. Due giorni fa Di Maio ministro aveva detto con piglio televisivo: “Non un euro pubblico per Carige”

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